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6luglio2007Avviso
Questo blog appartiene a una persona instabile, lunatica e impulsiva. Perciò, qualsiasi riferimento a persone o cose di vostra conoscenza è puramente casuale.
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Questa sono io, con tutti i miei difetti e le mie imperfezioni. E se non vi piaccio, potete anche andarvene a fanculo.Crediti
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Passo il mio tempo a chiedermi come sarebbe stato se tu avessi potuto leggere queste righe. Passo il mio tempo a pensare che, in fondo, non ho fatto proprio niente per dirti quanto mi saresti mancata.
Ricordo che, anni fa, venivo a casa tua tre pomeriggi alla settimana per imparare il tedesco, perchè ero indietro col programma scolastico. Gli unici momenti in cui potevo vederti e parlarti.
Poi sei caduta. Non so come, non so perchè, non ci sei più stata. Hai fatto appena in tempo a scrivermi qualche poesia, con la tua calligrafia tremolante, su un cartoncino. Con l'inchiostro rosso hai scritto la data.
Ce l'ho qui, quel cartoncino. Lo conservavo, non so perchè. Forse proprio in attesa di questo momento. Forse perchè sapevo che, prima o poi, avrei dovuto dirti addio.
Quello che non sapevo è che non avrei avuto più lacrime per farlo, ma solo un grande vuoto nel cuore e un groppo in gola.
Mi hai risparmiato la decisione di troncare le tue sofferenze. Ma io continuò a sentire un gran buio dentro, perchè non ho mai saputo dirti grazie.
Nemmeno per questo.
Buonanotte, nonna. Ovunque tu sia.
C'è una canzone tranquillissima nello stereo, anche se le parole mi hanno sempre fatto uno strano effetto. D'altronde fra poco dovrò tornare a combattere il caldo della giungla cittadina per sette miserabili fotocopie. Mi conviene rilassarmi, se non voglio perire di esaurimento nervoso causato dai casini di stamattina. Amici impegni famiglia concorsi si accavallano come per fare un dispetto a me che sto cercando di riprendermi. Del resto, sfido chiunque a riprendersi con un palazzo in costruzione giusto di fronte al proprio appartamento.
E' stato tempo di decisioni. La festa di ieri notte mi ha smosso un po' (a parte avermi fatto svegliare indecentemente tardi stamattina). Ho deciso di svicolare. Cercherò di fuggire le mie posizioni granitiche. Cercherò, se chi dico io si fa vivo. Se non ha già perso la strada, in senso letterale.
Mi è rimasto solo da sperare che, in fondo, tutto vada per il meglio. Non lo so se ci credo davvero. Quello che so è che, in un modo o nell'altro, devo crederci. Perchè altrimenti, qua, io, bè...non faccio una bella fine.
Sono io quella che dice che lo spettacolo deve andare avanti, giusto?
Cazzo...il mio sipario sta cominciando a calare. Bisogna trovare il modo di fermarlo. O almeno provarci.
Cazzate. Alla fine è questo che viene fuori. Alla fine è questo che esce da quel gorgo che mi sommerge. Perchè tanto si sa, alla fine quello che si salva sono le cazzate. Non sono poi le cazzate che ricordiamo delle persone care? Un minuto, un momento, una parola. Cazzate. Emozioni ridotte a cazzate. Pensieri riesumati, disseppelliti. Che merda. E io che pensavo di poter scrivere qualcosa di più interessante. E io che pensavo di scrivere qualcosa di importante.
Non che le cazzate non siano importanti, eh.
Lo so che non ha senso. Non ci posso fare niente. Devo ancora fare ordine, credevo di averlo fatto ma mi accorgo solo ora che mi sbagliavo, mi sbagliavo di grosso. Ondate, emozioni a ondate mi travolgono, così confuse che non riesco nemmeno a classificarle. Sono in totale stato confusionale e me ne sto beando, ci navigo dentro come se non me ne fregasse un cazzo. Come se non fossi io a dover tornare a terra, un giorno o l'altro. Come se qua dentro ci fosse un'altra che ci sguazza, in questo casino di sentimenti. Come se quest'altra giocasse a poker con i miei ricordi. E perdesse. E non gliene fregasse niente. Un'altra ben strana. Perchè le ho dato alloggio? E quando ha cominciato a vivere, soprattutto? Quando si è beata della mia confusione, quando ha iniziato a divorarmi? E che succederà quando avrà finito il pasto?
Sembro calma, è vero, è verissimo. Sembro calma, equilibrata, ottimista. Dentro mi sento una merda. O meglio, no, perchè altrimenti già sarebbe uno stato normale, classificato, mi sento una merda e punto, è così, basta. E invece no. No, sarebbe troppo semplice.
E' la noia che mi fa dire tutte queste stronzate. Mi manda in confusione, la noia. Giorni chiusi a chiave per non combattere il caldo. Troppo rigidi per essere belli, troppo riposanti per essere brutti. Ok, solleviamoci. Tentiamo di andare avanti, come dico sempre io, perchè è solo andando avanti che le cose possono migliorare. Spero.
E se si dovesse restare fermi? E se fosse tutto sbagliato? Domande legittime. A cui rispondo.
Chi se ne frega, tutto sommato?
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