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mercoledì, 17 agosto 2005
- 17:49

Ok gente, tenetevi forte perché stanotte ho sognato di ammazzare un uomo. Era un sogno un po' confuso; ero con mia madre su una spiaggia bellissima, tipo barriera corallina o giù di lì. A un certo punto si presentano due donne vestite di arancione, con i capelli neri e lunghi, e io so che sono zingare. Le seguo e mi ritrovo in una villa di marmo con una di loro, e all'improvviso viene fuori che abbiamo ammazzato un tizio che si era trovato sulla nostra strada. Non ricordo la scena dell'omicidio, però, ricordo solo che avevamo questo cadavere pelato da occultare. E io mi metto a dire: questo non è il primo uomo che uccido, questo è il secondo! (Il primo era un controllore dell'autobus, ucciso per errore. Non so come ma in sogno lo sapevo...).
Nascondiamo il corpo in un sacco dell'immondizia (un classico) e lo portiamo giù per delle scale per abbandonarlo all'oceano. Poi, non ricordo bene come, la mia complice scompare e rimango sola con 'sto fardello sulle spalle. Attraverso una villa in cui due ragazzi stavano nuotando nella piscina, discorro amabilmente con la loro madre (sempre col sacco in spalla) e poi arrivo alla spiaggia. E qui succede una cosa fantastica, io non sono più io, nel senso che non mi trovo più nel mio corpo, sono un uomo simile al tipo che ho ucciso, un uomo che sta scaraventando un pezzo di legno nel mare credendo che sia il cadavere da occultare (cristodio, come uomo sono proprio cretina)!
Poi ritorno in me e, chissà come, sono su un elicottero, di nuovo con mia madre. Stiamo sorvolando il mare, e vedo emergere dalle acque un materassino verde scuro coi bordi arancioni. E so che quello è il posto dove abbiamo nascosto il corpo, e sto cagata sotto a morte perchè potrebbero scoprire che sono stata io ad ucciderlo, prima o poi qualcuno lo troverà e mi arresteranno, e ho una fifa blu perchè vorrei che quel momento non arrivasse mai. Una paura opprimente da morire. Poi mi ricordo che era tutto un sogno e mi viene da ridere, ma il terrore non si dilegua, ho lo stesso paura di essere scoperta. Ma se non l'ho ucciso...!
Insomma, alla fine mi sono svegliata con un'esclamazione poco carina. Mi ricordo anche il volto del morto: avete presente il tizio che riparava le macchinette delle fototessere in Il favoloso mondo di Amelie? Era lui!
Prima un controllore, poi un meccanico...dove andremo a finire...Non potevo ammazzare Bush o il Berlusca?

POSTILLA

Domani riparto, vado a Birmingham. Torno il primo settembre, e probabilmente non avrò modo di sentirmi con molti di voi, ci vedremo il due.
Ci sarà una sorpresa, anzi, probabilmente più di una sorpresa. E' tempo di cambiare tutto, di dare una svolta generale. Non è stato il sogno a farmi prendere questa decisione, lo giuro...è una cosa che ho programmato da tempo. Chi dice che i cambiamenti non si possono programmare?
Sono pronta. La valigia è ai miei piedi. Ho dovuto sedermici su per chiuderla, ma è un bagaglio piccolo, un bagaglio a mano, facile da trasportare. E c'è uno zaino blu con tutte le mie cose più preziose, lì da parte.
Queste le mie ultime valigie. Le ultime prima del cambiamento, prima del ritorno, che poi sarà il vero viaggio. Non può non portarmi a qualcosa di diverso. C'è questo vulcano in attesa di esplodere, per distruggere tutto quello che è passato. Per portare terra fertile e nuova.
Un giorno ci sarà bisogno di scavare fra le rovine.
Ma non è questo.

Un abbraccio a tutti voi.



L'ha detto Ala05, che vi piaccia o no
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sabato, 13 agosto 2005
- 16:47

SONO TORNATAAAAAAAHHHH....

(Piano piano cercherò di leggere tutti i vostri arretrati...mammamia ragazzi quanto scrivete, mi viene l'angoscia!! Per adesso mi sono fermata a Pli. Il pensiero che fra quattro o cinque giorni riparto mi fa morire!!)

Impressioni dalla vacanza (ovvero cronaca (in)fedele di alcune cose che mi sono capitate in questi quindici giorni)

1
Probabilmente tutti voi avrete presente quelle bustine color azzurro chiaro che da un po' di tempo si trovano in tutti gli alberghi a 3 stelle, e che sostituiscono le poco pratiche boccette dei docciaschiuma tipiche invece degli hotel con l'idromassaggio. Se è così, non vi sarà difficile capire che queste bustine plastificate possono dare luogo a imbarazzanti situazioni qualora vi capitasse di essere già entrati nella doccia con la spugna in mano, e non vi riuscisse in alcun modo di aprire il suddetto involucro azzurro con le dita bagnate (anche perchè già è molto che vi siate ricordati di prelevarne un esemplare dal portasapone vicino al lavandino). L'unica cosa che vi resta da fare per non allagare il bagno è chiedere aiuto a qualcuno.
Io (al primo malcapitato che si trova nei pressi del bagno): Scusa, potresti passarmi le forbici?
Lui (perplesso): Quali forbici?
Io (comincio ad avere freddo): Ma sì, quelle sul lavandino, vicino agli spazzolini!
Lui (cercando le forbici): Non le trovo, a che ti servono?
Io (mordendo la bustina plastificata per vedere se riesco ad aprirla): Ho un problema col docciaschiuma.
Lui (esultante): Le ho trovate!
Il malcapitato si avvicina alla doccia e introduce le forbici attraverso il millimetro di spazio fra le cortine. Io apro finalmente la bustina e gliele restituisco con un grazie più che sincero.
Fu così che imparai a portarmi il docciaschiuma da casa.

2
Mai avuto problemi con i cadaveri. Intendo dire che, quando me ne trovo davanti qualcuno (preferibilmente vero), non mi fa nessuna impressione. Anzi, lo trovo affascinante. Lo scorso inverno sono stata a Palermo a vedere le catacombe dei Cappuccini e e centinaia di cadaveri putrefatti imbottiti di paglia mi sono piaciute da morire. In altre parole, pur preferendoli veri, gli esseri umani in decomposizione non mi fanno nè caldo nè freddo.
Quello che mi fa imprassione, invece, sono i manichini. Naturalmente non parlo di quelli che si trovano dietro le vetrine dei negozi, parlo di quei manichini che ogni tanto si vedono nell'ultimo posto dove ci si sarebbe aspettati di vederli, magari vestiti di abiti d'epoca; magari con gli occhi di vetro colorato e le labbra dipinte di rosso.
Quelli sì sono inquietanti. Quando li osservo, mi sembra che loro ricambino lo sguardo, e certi sono così verosimili che da un momento all'altro mi aspetto che si muovano, magari quando non li vedo. E i manichini posti di spalle, quasi pare che siano in procinto di girarsi, magari mostrandoti una faccia mostruosa. I loro capelli e i loro abiti e le pose in cui li mettono li fanno sembrare umani. Più volte mi è capitato di scambiare per una persona vera un manichino immobile ai margini del mio campo visivo.
A me piacciono i morti, perchè tanto quelli sono impagliati e decomposti e senza occhi colorati. Per questo mi fa impressione che dei manichini sembrino vivi, anche se non lo sono mai stati.

3
Se andate a Monte Sant'Angelo, lasciate perdere i cappellini e i sacchetti di plastica: STATE ATTENTI AL VENTO! Dovete sapere che questo paesello arroccato su un panorama garganico spettacolare, dove hanno inventato le scale prima delle strade, è continuamente bersagliato da folate di vento che sembrano trombe d'aria, specie nelle giornate di tempo incerto: rischiate di volare via insieme alle girandole.
Se non riuscite a volare via e se siete buoni scalatori, allora avete il permesso di visitare il paese. Ah, attenti a un'altra cosa: potrebbero tirarvi in testa la carta igienica di padre pio o il cavatappi di san michele. Si dà il caso infatti che questo paesino sia famoso per la sua devozione al famoso arcangelo: un culto di origini antichissime. La Basilica di San Michele, infatti, è scavata nelle profondità della roccia: sembra una grotta, ma le luci e il colore della terra la rendono tutto meno che soffocante. Su un altare, in fondo al corridoio principale della parte sotterranea, troneggia una riproduzione dell'antica statua di san michee. Sicuramente ce l'avete tutti presente, rappresenta un guerriero dai capelli ricci con la spada sollevata sopra la testa e un diavolo sotto i piedi.
Nel corridoio laterale si può vedere la statua originale, più piccola, circodata di monete e banconote. Quella statuetta ha qualcosa di soprannaturale. Sarà per la luce, sarà per lo sguardo, ma io arte la studio e non sono mai rimasta a bocca aperta davanti a una effigie cristiana prima d'ora. Improvvisamente avverto la sacralità legata a un culto. Capisco che, molto in fondo, non è tutta un'invenzione umana, e che certe statue, per quanto piccole e insignificanti, stanno ancora lì a strillare: adorami! adorami!
Date un'occhiata anche al portale di ferro, quando uscite.

4
Il cameriere sta guardando il nostro tavolo. Io sono di spalle, ma so che ci sta guardando, e so anche perchè. Aspetta che ci mettiamo a mangiare gli antipasti. Aspetta che anche l'ultima forchetta sia calata sul peperone/melanzana/insalata/oliva per accorrere col primo piatto in modo da farci andare tutto di traverso. Eccolo che saltella verso il nostro tavolo tutto eccitato e ci frega i piatti ancora pieni dell'antipasto per sostituirli. Mi viene in mente quella scena di Miseria e Nobiltà con Totò che cerca di sgraffignare qualcosa in cucina. Ecco che, a metà del primo, faccio per infilzare con la forchetta il resto e mi trovo davanti il piatto di sotto desolatamente vuoto. Alzo lo sguardo, il perfido sorride e mi mette davanti il secondo. Nel giro di un quarto d'ora la cena si è conclusa.
Grrrrrazie, signor cameriere.

5
Sapete come faccio a capire subito se un uomo mi rivolge la parola per fare amicizia oppure solo per pomiciare? E' molto semplice: in base alle domande che mi fa quando mi vede scrivere - dato che quasi tutti quelli che attaccano bottone, maschi e femmine, mi trovano con la penna in mano.
Succede che, quando il tipo in questione vuole solo fare amicizia - o meglio, è interessato a un legame un po' più duraturo di uno strusciamento immediato a tre giorni dalla partenza - in questo primo caso, dopo averti rivolto la classica domanda "Che stai facendo?" (che sarebbe un po' come dire "Come facevi a stare attaccata a quel quaderno con ME nei paraggi?"), e dopo aver ricevuto la risposta-con-alzata-di-spalle "Scrivo...un racconto", il suddetto subito domanda: "Davvero? Di cosa parla?"
La domanda che fa scattare l'antennina radar è questa, perché finalmente capisci che il tipo è molto più interessato al tuo cervello che alle tue tette, almeno per il momento. Nel secondo caso, invece, puntualmente i suddetto cambia argomento iniziando a parlare di sè, oppure ponendo la classica domanda:"Che fai stasera?"
Durante questa vacanza si sono verificate entrambe le eventualità: la seconda con un tipo che lavorava all'albergo (carino, nel suo genere), e la prima con un simpaticissimo ragazzo milanese col potere di farmi ridere (carino, nel MIO genere! :D ). La differenza principale fra questi due malcapitati è stata appunto la fatidica esca "Scrivo...un racconto"; il primo, infatti, ha ribattuto: "Ah...ti dispiace se fumo?", il secondo "Davvero? Dimmi di più."
Come credete che sia andata a finire? Bè...col ragazzo milanese sono uscita due volte (non m'ha sfiorato con un dito e mi sono divertita un sacco). Con l'altro tipo invece...non sono uscita affatto :P

6
La cosa più bella della mia vacanza, la più bella in assoluto, è stata Diana. Diana è una splendida giumenta marrone, allevata insieme ad altre sei o sette cavalle nel maneggio vicino all'albergo.
Incredibile ma vero, in questi giorni ho potuto realizzare un antico desiderio che coltivavo da quando a tre anni cavalcavo il pony Pippo su in montagna: un'ora di passeggiata fino alla torre di Sfinale con Maria e Luisa, le figlie dell'allevatore, conosciute al maneggio. Maria avrà dodici anni, ma è matura come una trentenne, e quando ci siamo viste le sono bastate poche battute per inquadrarmi alla perfezione. Siamo state fuori un'oretta, la prima cavalcata dopo anni di sogni ha mantenuto le sue promesse. Chissà se rivedrò ancora Diana, Maria e Luisa.



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