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mercoledì, 30 agosto 2006
- 11:03

A Gp.

Da quando non ci sei più, la hall sembra più brutta...
Quando, quella sera, è arrivata una comitiva di finanzieri, io sapevo che, essendo l'unico essere umano di sesso femminile al di sotto dei sessant'anni, gli occhi sarebbero immediatamente stati puntati su di me. Non c'è niente da fare, quando hai un paio di tette anche il vestito più castigato non serve a renderti invisibile. Fossi stata d'umore migliore e in compagnia diversa, probabilmente mi sarei divertita a prenderli un po' per il culo. Fatto sta che non potevo permettermelo e quindi dovevo sopportare quelle occhiate irritanti ogni volta che mi alzavo dalla sedia. Poi, quando partiva il tango e le coppie, diciamo, mature, si mettevano a ballare in mezzo alla sala, mi sentivo una specie di bocciolo in mezzo a ulivi centenari. Dovevo essere una cosina un po' strana, fra quella gente. Forse era per questo che mi fissavano tutti.
Tu, invece, non mi degnavi di uno sguardo. Lavoravi, questo è vero, ma Eddie per esempio non si è fatto molti problemi a bersagliarmi anche con quattro primi in mano. Come quell'altro idiota di cui per fortuna non ho mai saputo il nome.
Forse è per questo che hai attirato la mia attenzione. O forse è stato semplicemente per la tua espressione strana, rigida. Come se non volessi permettere al mondo di entrarti in testa mentre lavoravi. Non incontravi mai lo sguardo di nessuno, e per questo mi sono divertita a cercare di fissarti. Ci sono riuscita soltanto una volta, ma quello che ho visto nei tuoi occhi - o forse il modo in cui mi hai fissato - mi ha fatto ritrarre immediatamente.
Poi c'è stato quel piccolo incidente, e ripensandoci sorrido ancora. Quel piccolo incidente che mi ha mostrato quanto in realtà tu fossi umano. Forse più degli altri.
Quando una sera sei stato capace di far cadere quattro piatti pieni sulla tovaglia e sul pavimento, fracassando anche un bicchiere. Mi piace pensare che sia stato solo un caso il fatto che servissi proprio al mio tavolo e che un istante prima avessi scambiato un'occhiata con me.
Dopo sono rimasta nella hall a osservarti. E quando ti sei fermato a chiacchierare la tua espressione era completamente cambiata. Incredibilmente, sorridevi. E sei riuscito a farmi ridere, cosa per quella sera (ma forse sempre) davvero difficile.
Mi piaceva la tua voce, probabilmente grazie anche al tuo bellissimo accento. Mi piaceva il tuo modo di guardare e di gesticolare. Non sei mai stato molto disinvolto con me, a parte quella famosa sera. Sei uno di quelli a cui, come dicono a Bari, bisogna cavargli le parole.
Ma io sono brava a leggere le facce, e ho notato come la tua espressione è cambiata di colpo quando la mattina dopo hai saputo che dovevo partire. Se non ci avessi pensato un po' su, probabilmente adesso saresti l'ennesimo ricordo perduto. Ma per fortuna non è andata così. Non sei diventato uno dei tanti perchè adesso, curiosamente grazie a Eddie, siamo ancora in contatto.
Faccio certi casini quando sono impulsiva...ma per una volta sono contenta di aver fatto questo casino qui.



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mercoledì, 23 agosto 2006
- 10:51

A volte ritornano

Mi è stato domandato, prima di partire, che cosa mi avesse stupito negli ultimi giorni. Ora, poiché sono una di quelli che si stupiscono di tutto, l'elenco delle cose che mi hanno sbalordita nelle ultime due settimane è piuttosto lungo. Seguiranno, credo, due post più particolareggiati su due determinati argomenti. E mi dispiace per quanti avrebbero voluto descrizioni più dettagliate della Toscana, perchè non ne avranno.

Dunque, nelle ultime due settimane mi hanno stupita:

- Un gruppo di coristi francesi accampati presso il duomo di Orvieto.
- La Maestà di Duccio di Buoninsegna, a Siena, che mi ha fatto piangere, anche se non so bene perchè.
- Un uomo che, per le strade di Siena, mi ha chiamata (giuro) "passerotta".
- Tre violiniste che mi hanno ricordato, con i loro pezzi, il mio dolce amico recentemente trapassato.
- Volterra, operosa vestale di Siena e tanto più bella di lei.
- L'Ombra della sera al Museo Guarnacci...da brivido.
- Le strade della Toscana, che m'hanno fatto vomitare gli ottimi strozzapreti al cinghiale mangiati, appunto, a Volterra.
- La leggenda della vera Croce, affresco di Piero della Francesca ad Arezzo.
- Firenze, metropoli ripiegata sulla propria bellezza. Non mi è piaciuta come credevo.
- La Trinità di Masaccio a Santa Maria Novella. Non è neanche lontanamente simile alle foto dei libri!
- Le ragazze giapponesi. Non avrei mai pensato che potessero essere così incredibilmente belle.
- La mia tenuta la sera di ferragosto: riccioli da cherubino e maglietta con croce di teschi. La mia solita indecisione.
- La statua della Notte di Michelangelo, nella Sagrestia Nuova di San Lorenzo.
- I riccioli rossi di una bimba come se ne vedono poche. Una bellezza mitica. L'avrebbero ritratta, quei grandi uomini di cui vediamo le opere.
- Le lunghe ciglia nere di un cameriere estremamente gentile...
- I quadri del Botticelli agli Uffizi...ma chi non si stupisce di quelli?

- Il comportamento di Stè a Treviso...ma forse questo non avrebbe dovuto stupirmi.
- Gli strani scherzi che m'ha giocato Amore nell'ultimo periodo della vacanza...tornata a casa, ho passato il 19 a piangere e il 20 a guardare la televisione. Anche se onestamente non so se per la tristezza o per la stanchezza.
- Non riesco più a lavorare a niente, benché dio sa se ne ho di cose da fare!
- Vorrei tornare in Toscana immediatamente e restarci. Non è che mi sia piaciuta così immensamente, ma i rimpianti che vi ho lasciato sono troppi davvero.
- Il bellissimo accento toscano. Mi veniva da ridere ogni volta che qualcuno mi rivolgeva la parola. Ma era così bello!
- La gentilezza della gente. Questo forse è uno dei motivi per cui vorrei tornare in Toscana.
- Sono dimagrita notevolmente. Non che ne avessi bisogno, ma credo che gli scarsissimi pasti consumati in vacanza abbiano avuto questo effetto secondario. Mi si vedono le anche, cosa che non mi è mai capitata. E, cosa assolutamente sorprendente, mi si è tesa la pelle sugli zigomi. Mi sa che non sono più tanto una bellezza botticelliana...sono diventata troppo magra.



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giovedì, 03 agosto 2006
- 09:47

Non ho molto tempo per aggiornare, quindi mi limiterò a un riassunto delle ultime puntate della vacanza...

Sandali     1. Sandali alti cinque centimetri per rendere finalmente giustizia alle gambe abbronzate. 

Rana

2. Fra gli intrusi della villa diversi animali: un gatto romantico fermatosi ad annusare i fiori, svariate rane e un rospo simpaticissimo che veniva a farci visita ogni giorno dalla palude vicina. 

Cappello

3. Ad Otranto, ovunque quel maledetto cappello. Diverso nel colore, ma di forma identica a quello che portavi tu. Me lo sono ritrovato perfino nella macchina di un mio amico.

specchio4. Credo di essere dimagrita di un paio di chili...non ho praticamente mangiato durante la vacanza. E ho fatto pace con i miei capelli, ora più ricci che mai...e per una volta, biondi grazie al sole.

Lavoro lavoro lavoro5. Ho un sacco di lavoro da sbrigare, dato che in vacanza non l'ho fatto. Ripartirò, stavolta per la Toscana, l'8 di questo mese, e non avrò il tempo di riaggiornare. Quindi, male che vada, ci risentiamo al mio ritorno.



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