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lunedì, 27 novembre 2006
- 18:00

Oggi sono stanca, ma in fondo serena. Serena come chi sta per buttarsi dal quinto piano. Un suicida non è mai agitato nel momento stesso in cui si butta, e dopo, bè, non ha il tempo di agitarsi.
Forse sono anche un po' triste. Il mondo mi ruota intorno e io sono qui, relegata nel buio di sogni non scritti, tentando di lavorare per il mio futuro. Il mio futuro. E' un'espressione che mi perseguita fin da quando ero bambina. Finché, probabilmente, dopo aver lavorato per cinquant'anni per il mio futuro mi accorgerò che ho buttato via la mia vita. O forse no, e potrò sorridere con baldanza a chi in ogni suo sguardo mi ha detto non ce la puoi fare. 

E poi ci sei
tu. Tu ruoti intorno al mio asse senza interferire in quello che faccio, senza ostacolarmi. Sei il cielo delle stelle fisse, l'orsa maggiore, la luna. Regolare come il sorgere del sole, riaffiori nei miei pensieri solitario, esule fantasma di un tempo disciolto fra passato e presente. Ogni volta che guardo il cielo vedo i tuoi occhi. Ogni volta che il vento mi sfiora il viso ricordo le tue mani. Ogni volta che ascolto una musica qualsiasi, risento la tua voce e il timido arpeggiare delle tue dita. Una bellezza eterna per me, una luce ingannevole eppure così teneramente onesta. Sono legata a te come una stella al cielo, un pianeta alla sua orbita, eppure tu non sei la mia orbita. Non qui, non in questa vita. E tu questo lo sai.

In questo periodo passo il tempo guardando dei film. Non mi capita mai di piangere per scene drammatiche, per morti o litigi. Piango spesso, invece, osservando i sorrisi, i teneri giochi della felicità. Come si fa ad essere felici al di fuori dello schermo? Come si fa a godere appieno della felicità che ci viene offerta quando nel nostro cuore pesa un cielo nero?
Piango commossa quando qualcuno mi dice di essere veramente felice, di poter amare senza paura e senza ostacoli. Non mi è mai capitato di dire queste cose a mia volta. E so che, anche se mi capiterà di realizzare ogni mio desiderio, ci sarà sempre qualcosa che non potrò mai avere. Non ora, non in questa vita.

Vivi qui per me. E torna da me quando sarai luce. 
Forse sei stato tu a farmi crescere di colpo.



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lunedì, 20 novembre 2006
- 16:50

FIDANZATI (parte seconda ovvero: il lupo perde il pelo ma non il vizio)

Da quando sono stata nell'età per avere ragazzi ad oggi, non ho mai avuto una relazione con una persona che fosse a meno di seicento chilometri di distanza. In linea d'aria.
Esempi: il primo ragazzo, il fidanzatino delle medie, era serbo (neanche un serbo da niente, se devo dire). Sarebbe rimasto in Italia per soli due anni, prima di ripartire per Belgrado.
Il Chiodo Fisso, oltre a non essere italiano, vive a circa mille chilometri di distanza da me. Con lui credo di aver battuto tutti i record delle relazioni a distanza: a febbraio, se dio ci assiste, facciamo sei anni. Sei anni...un incubo, praticamente. Ma ancora oggi l'amo con tutta me stessa.
Per il resto, tralasciando altre eventuali relazioni, tutti gli uomini con cui ho anche solo flirtato sono: a, veneti; b, toscani; c, pugliesi ma trasferiti da qualche altra parte. Il colmo è stato quest'estate, quando, mio malgrado, ho attirato le mire del fratello di una mia amica, un ragazzo se vogliamo anche molto bello, e di certo intelligente. Pugliese, nato qui, con una casa addirittura vicinissima alla mia. Da sposare, direte voi, dopo tutto quello che mi è toccato passare. E invece no!, il suddetto attualmente è in Albania. Ha vissuto a Trieste, Roma e Urbino. Insomma, impraticabile.
Secondo me, comunque, si tratta di un'eredità genetica: mio zio, il fratello di mio padre, ha da poco compiuto venticinque anni con il suo compagno, che è, udite udite, un australiano mezzo aborigeno. Diciamo che io, nella mia famiglia, sono il caso meno grave.
Insomma, signori: se avete problemi di relazione...non venite a dirlo a me. Io, fra distanze, infedeltà, flirt, burrasche varie, ne ho veramente piene le palle.



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mercoledì, 15 novembre 2006
- 19:19

FIDANZATI (Parte Prima)

Io: Sì, è vero. Davide è un ragazzo molto dolce, e anche molto educato.
Mamma: Vero?
Io: Sì, certo. Una persona meravigliosa.
Mamma (sorridendo): Anche molto ricco.
Io: Sì, certo...
Mamma (sorridendo): E anche molto carino, vero?

Inutile dirvi com'è andata a finire. Il ragazzo in questione, mio carissimo amico e persona davvero molto dolce, è diventato un altro dei possibili candidati al fidanzamento nella mente perversa di mia madre.
E' da un po' che si consuma questo fenomeno preoccupante: mia madre, professoressa, tiene lezioni private a casa, e molti dei suoi allievi sono più o meno miei coetanei. Alcuni, anche miei amici. E mia madre si lamenta in continuazione che la migliore società le passa sotto il naso e io non sono fidanzata con nessuno di questi baldi giovani. Il colmo è stato raggiunto quando ha - invano - tentato di presentarmi un pianista di ventiquattro anni ora a Rotterdam per un concerto, dopo avermene cantate le lodi per settimane.
Credo che mia madre sia rimasta un po' indietro come mentalità. Temo che sia ancora dell'idea che una ragazza dai sedici anni in su è zitella, se non è come minimo fidanzata. E la cosa non nasce neanche dal banale confronto con le mie amiche che, se andiamo a guardare, sono quasi tutte single o pensano comunque più a divertirsi che ad avere una relazione stabile, cosa da me lodatissima.
So cosa state pensando: è vero, io in effetti sono fidanzata. O comunque vado a letto con una persona fissa, dato che fidanzamento proprio non lo definirei.
Il problema è che mia madre non lo sa. Cioè, non lo sa sul serio, nel senso che non ne ha la minima idea. Se è per questo c'è un mucchio di altre cose di me delle quali non ha la minima idea.
Perchè non lo sa?, vi domanderete giustamente voi. Credo che le motivazioni siano molteplici: primo, la relazione con suddetta persona è talmente burrascosa che a stento può chiamarsi relazione, benché l'amore, un amore profondo, ci sia da entrambe le parti. Secondo, la suddetta persona non piacerebbe affatto a mia madre: non è ricca, non lo sarà probabilmente mai, non ha nessuna di quelle che da mia madre sarebbero definite abilità, non è italiana, ha un patrimonio culturale piuttosto differente dal nostro e, cosa che a mia madre non dirò mai nemmeno sotto tortura, ha tendenze bisessuali. Unico punto a suo favore, la suddetta persona è un giovane di una bellezza indecente. Ma dubito fortemente che, fra lui e un orrendo quasimodo erede di dieci milioni di euro, mia madre propenderebbe per il primo.
Comunque, il problema per ora non sussiste, dato che probabilmente il suddetto non lo sposerò mai. Forse dovrò confessare di essere "fidanzata" quando mia madre, stupita della mia condizione apparentemente solitaria, comincerà a chiedermi se sono lesbica. Per ora per fortuna questa eventualità non si è ancora presentata, anche perchè la cara mammina ha avuto la possibilità di essere testimone di un paio di flirt. Con maschi.


kiss



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