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6luglio2007Avviso
Questo blog appartiene a una persona instabile, lunatica e impulsiva. Perciò, qualsiasi riferimento a persone o cose di vostra conoscenza è puramente casuale.
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Questa sono io, con tutti i miei difetti e le mie imperfezioni. E se non vi piaccio, potete anche andarvene a fanculo.Crediti
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Liberarsi.
Certe volte ti viene voglia di scrollarti di dosso tutto ciò che sei. Di addormentarti di un sonno magico che ti liberi da tutto il tuo passato, da tutti i tuoi ricordi, e risvegliarti come una persona nuova, senza zavorre, perfino priva di te stessa. I passi che hai fatto fino ad ora tornano indietro, ti tormentano incessanti con la sola loro presenza, anche se non li ricordi esattamente sai che ci sono, ed è da questa presenza che t'incatena che ti vuoi liberare. Essi incombono su di te, ridono di te e della tua incapacità di dimenticarli e di vivere serena.
Sono momenti terribili. Momenti in cui pensi a come sarebbe stata la tua vita senza quei passi. Senza Gabriel, senza il suo amore odio così profondo e scioccante. Senza J, che ti dice chi sei veramente. Senza Sté, che ti mette nel cuore tanti umani dubbi. Senza il tuo passato, così caotico ed equivoco, un passato con cui non sei mai riuscita a chiudere definitivamente i conti e che qualche volta ti torna in mente perchè non può essere altrimenti, incombente, superinstans direbbe Lucrezio. E' quella sola presenza che ti fa piangere. D. dice: "mi piace che tu sia qui". Tu dici: "non vorrei che tu fossi qui, vorrei non aver mai fatto quelle cose, vorrei non aver mai detto quelle cose, vorrei non aver mai lasciato quelle orme". Non ce la fai. Ti sta sopra, la sua presenza non ti consola affatto, ti fa solo piangere. Semplicemente quello che sei ti sta stretto, come una gabbia. Hai bisogno di essere qualcun altro, chiunque altro, senza quel passato, senza quegli stessi passi. Ti senti affogare. Di nuovo. E questo ti da come un senso di fallimento. Vorresti tagliare la pelle che copre il tuo corpo, strappare quei bei capelli, quei vestiti, quelle carni morbide. Vorresti esplodere, forse morire, perchè sai che è questa l'unica maniera di liberarti di te stessa.
Sai anche che passerà. Ma in questi momenti ti aiuta molto poco.
Non sono più quella di una volta!
Lo so, lo so...non passo più tanto in giro per i blog. Non è neanche che non abbia tempo, anche se nemmeno mi crogiolo nel letto dalla mattina alla sera. Non è neanche che abbia tanti fatti miei di cui occuparmi, anche se in effetti qualche cazzotto in giro dovrei pure darlo una volta ogni tanto. Insomma, forse non lo faccio perchè non ne ho voglia. Mi sto concentrando su me stessa, una volta tanto. Prima di essere disposta ad imparare dagli altri, vorrei prima capire cosa sono diventata. Prima di darmi un'altra volta, vorrei prima pensare un po' a cosa devo mettere stasera, a quelle belle zeppe di dodici centimetri, a quella maglietta attillata che mi sta così bene, allo shampoo che mi fa i capelli morbidi, alle mutandine rosse e ultimo ma non per valore, ai libri. Insomma, un po' a me stessa. Vi chiedo scusa, è tutto ciò che posso fare. Del resto, ogni tanto bisogna essere un po' egoisti. Comunque, tanto per chiarire che non sto diventando come la strega cattiva di Biancaneve, ho inserito un po' di mie foto nei media.
Per la verità, la cosa non mi entusiasma molto. Mi sono resa conto che questo blog è rintracciabile dalle persone che mi conoscono, anche da quelle con cui preferirei non avere contatti così intimi. Che lo leggano le mie amiche, che sanno tutto di me, è un conto. Che lo legga qualcuno che conosco e che mi vuole male, è tutta un'altra faccenda. Ho meditato di renderlo di nuovo privato, ed è anche per questo che non ho passato molto tempo in giro per blog. Ma ho deciso di lasciarlo, e se le cose precipitano...pazienza!
Stasera si organizza un party per il compleanno di un'amica, e domani un bis a sorpresa, sarà una cosa molto bella. Vorrei parlare di Ame adesso, anche se non c'è molto da dire. Insomma, soltanto una cosa piccola piccola: ma quale parte della frase "lasciami in pace" non ti è chiara?? Aveva ben ragione Ovidio: fuggo quel che m'insegue, inseguo quel che mi sfugge. La sapeva lunga, lui.

Meno male.
Mi capita a volte di vedere delle coppie felici. S e K, ad esempio, stanno insieme da un'eternità, nonostante lui abbia un lavoro che lo costringe a viaggiare in continuazione. Lei lo aspetta con quella serenità e quella fiducia che la rendono una donna splendida, e quando lui torna è sempre una festa, come se si fossero appena incontrati. Coppie che non sono stanche della vita, come E ed A, che sono intenzionati a combattere l'una per l'altro ancora per molto tempo, o così speriamo, con E che si preoccupa del regalo di laurea di lui un anno prima, con A che progetta il loro viaggio in comune quest'estate. Coppie che si amano veramente e vogliono costruire qualcosa insieme.
In questi momenti una parte di me si domanda se sto seguendo la strada giusta, e mi sfiora il pensiero che forse, continuando così, passerò la maggior parte della mia vita da sola, senza la spalla di un uomo alla quale appoggiarmi, senza una mano da stringere nei momenti di sconforto, senza una forte voce rassicurante che mi faccia sentire protetta, senza un corpo da abbracciare sotto le lenzuola.
Poi vedo F e A, trascinati in una relazione assurda per paura di restare soli, litigano tutti i giorni a tutte le ore, e il tempo restante lo passano a parlar male degli altri. Vedo mio padre e mia madre, forzati a restare insieme dall'abitudine e dal senso di colpa nonostante i tradimenti e l'assenza di amore ormai da molto tempo. Vedo A e F, che sembrano la coppia più felice del mondo e sotto quell'apparenza anche troppo dolce nascondono un'insicurezza e un'incapacità di accettarsi che trascendono ogni dimensione di amor proprio. Penso a tutte le unioni, a tutti i matrimoni che si trascinano nell'abitudine, nella paura, nella fatica. Penso che il settanta per cento delle violenze avvengono in famiglia. Penso a quegli uomini che picchiano ogni giorno le sventurate che non hanno saputo vedere la bestia dentro di loro e che, per timore o per abitudine, si sentono costrette a restare con loro.
Allora mi dico: cazzo, ho fatto bene a essere così selettiva.
A letto si va soltanto con i migliori.

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