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sabato, 19 luglio 2008
- 20:48

Una vita di merda.

Non me lo nascondo. Faccio una vita di merda. Studio troppo (per un concorso che non vincerò), non mi riposo mai, non dormo bene, mi fanno male le gambe, faccio poca attività fisica, litigo con la gente, non esco di casa se non per fare lezioni da qualche parte. Stamattina ho litigato con Ame (via sms, perchè lui non è in città...che squallore) e ho definitivamente infranto un'amicizia. Pardon, lui ha infranto un'amicizia. L'unico sbaglio che ho fatto io è stato dargli tutto ciò che non meritava. Devo smetterla di colpevolizzarmi. Se l'uomo è per definizione una merda, non è certo colpa mia.
Scettica, disillusa e stanca. Propositi per l'anno nuovo: non essere mai più l'amante, la ruota di scorta. Ovvero: stare lontana da qualsiasi uomo nel raggio di duecento miglia.
Non è un bel modo di vivere. E non è bello come mi sento, come vedo la realtà. Una enorme, gigantesca palla di merda. E la cosa peggiore è che questa volta so di avere ragione. Non è pessimismo, come dicono le mie amiche, è realismo. A volte vorrei poter tornare a vivere nell'illusione. Ma, come direbbe Strindberg, quando si è veduto se stessi, si muore.
Domani mattina parto, starò al mare fino alla fine del mese. E il 6 di nuovo, per Bodrum. Cambio di scenario, cambio di gente. Aspetto quella data con grande impazienza. I turchi sono decisamente meglio degli italiani, a parte poche eccezioni (che puntualmente sono capitate a me).
Passerò dieci giorni in acqua a dare vigorose bracciate per stare finalmente in pace, isolata dal mondo. Ritrovare la mia forma fisica e acquistare un po' di massa muscolare. Peso quarantasei chili. Non sono mai stata così magra in vita mia. Ma riflette come mi sento, è una magrezza tragica che ha qualcosa di me.
Buone vacanze a tutti.


E queste parole sono per te, mio Unico Amore, mia speranza, mia ancora di salvezza. Tu sei casa mia, parte del mio cuore, quanto di bello ci sia al mondo è nei tuoi occhi. Je t'aime mon coeur. Mio Eterno Amore. Ti sento nell'aria, nel canto del mare. Tu sei la mia bussola, la mia strada giusta. Non mi separerò mai da te. Ti appartengo, e non ho paura di essere tua. Ti amo.

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venerdì, 06 giugno 2008
- 12:45

Valerne la pena.

Piove, fuori.
Sto studiando molto in questo periodo, e benché la mia vita non si fermi, improvvisamente non mi sembra che ci sia più molto da dire. Forse perché la disillusione è stata più pesante di quanto non mi aspettassi, o forse perché sto male dentro e non ho difficoltà ad ammetterlo. E' un periodo nero, le cose si accavallano e non ho molto tempo di pensare a me stessa. E finisce che i pensieri mi esplodono in testa come stamattina, immagini che mi suscitano il pianto. Ho pianto tanto. Non vedo l'ora che finisca. Devo aspettare pazientemente, come spesso succede, la vera estate. Il vero sole, quello che mi manca da tanto. Più vado avanti e più so di somigliare a D, e meno me ne importa. Avverto tante somiglianze, con lei, con mia madre, con Gabi, con tante persone. Non riesco più a prendere le distanze fra me e questa gente. Quando non si riesce a capire quello che non si è, si potrebbe essere di tutto. In fondo sapevo che questo periodo sarebbe stato tragico, non me lo nego. Ma avrebbe potuto esserlo di meno, se solo non fossi stata così dura con me stessa, soffocando i sentimenti e sprecando un'amicizia. Sembra destino che io debba rovinare le mie amicizie maschili, e stare male per uomini che non ne valgono la pena.
Valerne la pena. E' un pensiero che ultimamente mi ossessiona. Nulla di ciò che ho sofferto nei mesi passati ne valeva la pena. Mi sono ritrovata con un pugno di mosche in mano, ma quel che è peggio è che la mia concezione degli uomini è scesa sotto zero, complici una serie di avvenimenti e la mia personale disposizione (acida) nei confronti dell'altro sesso. Egoisti, spocchiosi, strafottenti, vanesi. Quanto di peggio può capitare, insomma. Ma chi vi credete di essere? Una donna sta benissimo anche senza di voi.
Niente uomini. Tabula rasa, dopo anni e anni di peregrinazioni. Il mio cuore non lo regge. La mia mente rivuole ossigeno. Devo riabituarmi a stare da sola, e non mi fa male. Mi fa male aver fatto cose di cui mi sono pentita, mi fa male averci pensato troppo tardi, mi fa male pensare di essere stata così stupida. E mi fa male pensare che un mio amico mi ha mancato di rispetto pensando solo a se stesso. Io dai miei amici voglio di più.
Ho solo bisogno di pace, ora.



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domenica, 18 maggio 2008
- 16:25

Liberarsi.

Certe volte ti viene voglia di scrollarti di dosso tutto ciò che sei. Di addormentarti di un sonno magico che ti liberi da tutto il tuo passato, da tutti i tuoi ricordi, e risvegliarti come una persona nuova, senza zavorre, perfino priva di te stessa. I passi che hai fatto fino ad ora tornano indietro, ti tormentano incessanti con la sola loro presenza, anche se non li ricordi esattamente sai che ci sono, ed è da questa presenza che t'incatena che ti vuoi liberare. Essi incombono su di te, ridono di te e della tua incapacità di dimenticarli e di vivere serena.
Sono momenti terribili. Momenti in cui pensi a come sarebbe stata la tua vita senza quei passi. Senza Gabriel, senza il suo amore odio così profondo e scioccante. Senza J, che ti dice chi sei veramente. Senza Sté, che ti mette nel cuore tanti umani dubbi. Senza il tuo passato, così caotico ed equivoco, un passato con cui non sei mai riuscita a chiudere definitivamente i conti e che qualche volta ti torna in mente perchè non può essere altrimenti, incombente, superinstans direbbe Lucrezio. E' quella sola presenza che ti fa piangere. D. dice: "mi piace che tu sia qui". Tu dici: "non vorrei che tu fossi qui, vorrei non aver mai fatto quelle cose, vorrei non aver mai detto quelle cose, vorrei non aver mai lasciato quelle orme". Non ce la fai. Ti sta sopra, la sua presenza non ti consola affatto, ti fa solo piangere. Semplicemente quello che sei ti sta stretto, come una gabbia. Hai bisogno di essere qualcun altro, chiunque altro, senza quel passato, senza quegli stessi passi. Ti senti affogare. Di nuovo. E questo ti da come un senso di fallimento. Vorresti tagliare la pelle che copre il tuo corpo, strappare quei bei capelli, quei vestiti, quelle carni morbide. Vorresti esplodere, forse morire, perchè sai che è questa l'unica maniera di liberarti di te stessa.
Sai anche che passerà. Ma in questi momenti ti aiuta molto poco.



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