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6luglio2007Avviso
Questo blog appartiene a una persona instabile, lunatica e impulsiva. Perciò, qualsiasi riferimento a persone o cose di vostra conoscenza è puramente casuale.
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Questa sono io, con tutti i miei difetti e le mie imperfezioni. E se non vi piaccio, potete anche andarvene a fanculo.Crediti
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La gelosia.
La gelosia è una gran brutta bestia. Fa stare male te e tutti quelli che ti stanno intorno, ti logora dentro. La verità è che non bisognerebbe essere mai gelosi, di nessuno. Perchè se sei gelosa di uno di cui ti fidi, non c'è ragione di esserlo. E se lo sei di uno per cui ce n'è motivo, allora non merita il tuo dolore.
Essere gelose implica avere una concezione molto ferrea del tradimento e del rapporto di coppia. Due cose che io non sono mai riuscita a definire, e che in effetti non credo di aver mai compreso.
Una brava amante (e io lo sono e lo sono stata) non dev'essere mai gelosa. E soprattutto non deve mai esserlo un'amica, altrimenti è finita. Tutte le storie che ho vissuto, a parte quella col Chiodo Fisso, che è un caso particolare, sono state una dura prova per me. Sto lentamente imparando a non essere mai gelosa, a nutrirmi del mio amore. A eclissarmi quando arriva Daria, a diventare un personaggio sullo sfondo. A sapere che sicuramente Lorenzo non esce solo con me. A osservare, ad amare solo quello che può essermi dato. E non perchè Amedeo sia incapace di lasciare Daria, o perchè Lorenzo sia un maledetto stronzo, o perché Sté abbia paura della distanza. Ma perchè questo è ciò che loro sono, ciò che posso avere da loro senza dolore. Di dolore ce n'è già abbastanza nella mia vita. Non ne voglio altro. Voglio prendere quello che mi viene dato, ed essere felice. Io sono la moglie del marinaio, ricordate? La moglie del marinaio non può permettersi di essere gelosa.
Certo, è una bella sfida. La gelosia è umana, e io dovrò lavorare ancora molto su me stessa prima di poter dire di non essere gelosa. Ma che io lo sappia è già un bel passo in avanti. Fare l'amante mi ha insegnato tante cose. Le mie storie, irregolari, assurde, incasinate, perfide e bastarde mi hanno fatto capire quanto sia inutile essere gelosa. Tanto io non sono fatta per essere la ragazza di qualcuno, tranne che del Chiodo Fisso. Non lo sopporterei. Non potrei esserlo. Che senso ha la gelosia, soprattutto nella situazione in cui mi trovo adesso?
Volete sapere cosa può salvare dalla gelosia? Una cosa forte, ancora più forte, talvolta, dell'amore, e di certo meno dolorosa e complicata: l'amicizia.
Contate sull'amicizia per liberarvi della vostra gelosia. Credetemi, funziona.
Ho capito molte cose.
Ho capito di non essere mai stata una brava ragazza, di essere una stronza cinica con la faccia da bambolina. Di essere capace di calcolare, regolare, razionalizzare i sentimenti miei e degli altri con una freddezza e una bravura da attrice consumata. Di fregarmene di mentire, di far soffrire, di tradire, di associarmi alla più vuota delle compagnie. E l'unica cosa che posso dire dopo aver fatto tanto casino è "oh, mi dispiace". Mi dispiace per coloro che mi credono una brava persona, per coloro che pensano che basti un bicchierino per farmi star male mentre fino ad oggi sono andata molto vicina all'alcolismo più puro, per coloro che ritengono che io abbia dentro di me un grande, romantico bagaglio di sentimenti che mi rendono quella dolce bambina che sembro.
Una ragazza cattiva. Ma anche le ragazze cattive hanno le loro regole. Questa in particolare si è resa conto di essere troia solo fino a un certo punto. Questa ragazza cattiva non va con uomini più giovani di più di due anni e con uomini più vecchi di più di dieci anni. Non con i morti o con gli animali, nè con i tossici e gli alcolisti, e possibilmente nemmeno con le teste di cazzo, salvo teste di cazzo molto ricche. E soprattutto mai, per nessuna ragione, con quello amato da un'amica.
E. è stata una profonda delusione. Cazzo, non ci si può più fidare di nessuno. Per colpa sua sono andata in paranoia per metà del viaggio e sono stata indotta ad allontanarmi dalle persone di cui mi fido. E quel che è peggio, ho rischiato di perdere un amico. E tuttavia questo mi riconduce alla consapevolezza di essere profondamente stronza. Sì, perchè se da un lato c'è E, dall'altro c'è stato Natalino, di cui evidentemente mi sono servita per allontanare E e per far ingelosire qualcun altro. Ehi, Natalino comunque non è un idiota, soltanto una persona molto futile. Per mia fortuna. Perchè se fosse stato anche solo un po' più attaccato a me, ora la mia vita di relazione andrebbe a rotoli. E invece mi è andata bene, perchè il suo sorriso era bello, ma le sue labbra senza sapore.
I viaggi sono le occasioni migliori per cacciarsi nei guai sotto ogni punto di vista. Stasera, da quella cinica che sono, dovrò fare una telefonata per scusarmi e dirmi tormentata da qualcosa che non mi preoccupa affatto, e questo solo per salvarmi il culo. Che cosa non farei per salvarmi il culo. Potrei avere l'oscar dell'arte di salvarsi il culo, visto che sono anche una bravissima attrice quando la circostanza lo richiede.
Ho capito molte cose.
Ho capito che, pur essendo una cinica stronza, c'è qualcuno di cui m'importa davvero, qualcuno a cui bramo di appartenere. Una terra, delle persone. Credevo di non avere una patria, di non avere abbastanza coraggio per donarmi completamente. E invece i guai di questo viaggio mi hanno insegnato che al mondo c'è così tanto amore e così tanta vacuità che a volte diventa difficile scegliere per quello che si è.
Ma ora sì. Ora so chi sono, so chi è importante, so quanto è inutile andare con qualcuno che non amo, o che non sia bello, ricco e intenzionato a sposarmi. E questo mi eviterà anche parecchi guai.
Con Sté non so come metterla, ma credo che anche con lui ci sarà occasione di sistemare tutto.
Finalmente so a chi appartengo. 
La mia Venezia è stata romanticamente sensuale, scandita dalla bellezza delle calli e del carnevale, dal tempo splendido e dalla perenne compagnia di Stè, ormai assurto al rango di mio migliore amico e compagno di letto per i miei viaggi in Veneto, e dei suoi tre fratelli piccoli e delle sue sorelle, che hanno avuto il tatto di non chiedermi mai nulla del mio strano rapporto con lui. Rapporto che mi ha insegnato a rimpiangere solo quello che nella mia vita non ho fatto, per dirla alla Coco Chanel. Anche se devo ammettere che in questi tre giorni c'è stato ben poco che con Stè non mi sia capitato di fare
. Ho scoperto inoltre quanto possa essere spassoso attirarsi addosso gli sguardi malevoli dei passeggeri sul treno e in stazione, per mezzo di abbracci e carezze niente affatto leciti ("la biondina ci guarda male.." "se è per quello, anche la signora col cappello di fronte a te"...) solo parzialmente celati da cappotti e cuscini posti in luoghi strategici. Capirete, coi bambini in mezzo non è sempre facile avere il proprio quarto d'ora di intimità.
E' stata una Venezia tenera, una fretta di mani sorprese a toccare le mani, come dice De André, di carezze e baci rubati, di abbracci tristi a cui non ripensare. Di "non scappare via" sussurrati in mezzo alla folla, di interrogativi ormai impalliditi di fronte all'abbagliante, eterna bellezza dell'irraggiungibile. Baci reclamati e poi liberamente donati. Per la prima volta l'unico dolore che ho provato insieme a Stè è stato il pensiero di non poterlo rivedere per un lungo periodo. Niente più confusione, niente più rimpianto. Ehi, quello dell'amante è uno sporco lavoro, ma qualcuno deve pur farlo.
Immagino che sia assurdo andare a letto con una persona quando entrambi hanno già qualcuno che li chiama amore. E per di più sapere che la persona con cui si va a letto in quel momento non potrà mai, mai chiamarti amore. Troppi ostacoli, troppe differenze. Ma in fondo non è quello che voglio, essere chiamata amore. Non da lui, non da Stè. Preferisco essere ciò che non avrà mai, ciò che non potrà mai avere, perchè il nostro rapporto non sia un pericolo per le persone con cui realmente stiamo. Perchè resti eterno e intenso. Si sa, nulla è bello e desiderabile quanto l'impossibile.
Ma sì, la fedeltà esiste, e pure il tradimento. Solo, c'è chi lo compie senza rimpianto. Sia io che Stè: due stronzi? Assolutamente vero. Ma, almeno per quanto mi riguarda, io sono contenta di esserlo. Lo sarò anche quando Francesca (o chi per lei) piomberà qui dal Veneto con una mannaia in mano, se mai ciò dovesse accadere, e farà di me un saporito condimento per il radicchio. Ma povera Francesca, non saprebbe ciò che fa. Solo perchè il suo uomo è stato con me non vuol dire che non sia disposto a star con lei. Anzi, è tutto il contrario. Solo che bisogna decidere: esser fedeli a qualcuno o esser fedeli all'amore? Questo il dilemma. E non c'è una risposta sbagliata. Solo che una delle due è più piacevole dell'altra.
In fondo, perché non scegliere il piacere? Nè io nè Stè rappresentiamo un pericolo vero per chi sta con noi, ma solo per noi stessi. Ma è un pericolo che abbiamo entrambi scelto di correre.
Eppure, ogni volta che guardo qualcuno diventare sempre più piccolo, ritorna quel terribile, lancinante vuoto. Dovrei esserci abituata, ormai, alle partenze. In fondo, tutta la mia vita è stata scandita da nostalgie e lontananze. Invece, sempre al ritorno a casa sento che qualcosa mi manca dentro, qualcosa che non potrà mai essere sostituito.
Dopo aver trascorso l'intero febbraio in tensione sessuale con i due uomini della mia vita, dal primo marzo in poi il mio mantra sarà: niente maschi. Devo lavorare, mi occorre un po' di pace. Uomini...lasciate i vostri messaggi in segreteria e forse vi sarà risposto.

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