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venerdì, 06 giugno 2008
- 12:45

Valerne la pena.

Piove, fuori.
Sto studiando molto in questo periodo, e benché la mia vita non si fermi, improvvisamente non mi sembra che ci sia più molto da dire. Forse perché la disillusione è stata più pesante di quanto non mi aspettassi, o forse perché sto male dentro e non ho difficoltà ad ammetterlo. E' un periodo nero, le cose si accavallano e non ho molto tempo di pensare a me stessa. E finisce che i pensieri mi esplodono in testa come stamattina, immagini che mi suscitano il pianto. Ho pianto tanto. Non vedo l'ora che finisca. Devo aspettare pazientemente, come spesso succede, la vera estate. Il vero sole, quello che mi manca da tanto. Più vado avanti e più so di somigliare a D, e meno me ne importa. Avverto tante somiglianze, con lei, con mia madre, con Gabi, con tante persone. Non riesco più a prendere le distanze fra me e questa gente. Quando non si riesce a capire quello che non si è, si potrebbe essere di tutto. In fondo sapevo che questo periodo sarebbe stato tragico, non me lo nego. Ma avrebbe potuto esserlo di meno, se solo non fossi stata così dura con me stessa, soffocando i sentimenti e sprecando un'amicizia. Sembra destino che io debba rovinare le mie amicizie maschili, e stare male per uomini che non ne valgono la pena.
Valerne la pena. E' un pensiero che ultimamente mi ossessiona. Nulla di ciò che ho sofferto nei mesi passati ne valeva la pena. Mi sono ritrovata con un pugno di mosche in mano, ma quel che è peggio è che la mia concezione degli uomini è scesa sotto zero, complici una serie di avvenimenti e la mia personale disposizione (acida) nei confronti dell'altro sesso. Egoisti, spocchiosi, strafottenti, vanesi. Quanto di peggio può capitare, insomma. Ma chi vi credete di essere? Una donna sta benissimo anche senza di voi.
Niente uomini. Tabula rasa, dopo anni e anni di peregrinazioni. Il mio cuore non lo regge. La mia mente rivuole ossigeno. Devo riabituarmi a stare da sola, e non mi fa male. Mi fa male aver fatto cose di cui mi sono pentita, mi fa male averci pensato troppo tardi, mi fa male pensare di essere stata così stupida. E mi fa male pensare che un mio amico mi ha mancato di rispetto pensando solo a se stesso. Io dai miei amici voglio di più.
Ho solo bisogno di pace, ora.



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giovedì, 24 aprile 2008
- 15:40

Fanculo.

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martedì, 04 marzo 2008
- 14:47

Troppo complicati.

Basta! I sentimenti sono troppo complicati. Gli umani sono troppo complicati. Così variegati, sfaccettati, deboli, forti, bianchi, grigi, neri. E così simili nella loro doppiezza, nella loro incoerenza. Ma perchè non siamo nati angeli, senza sesso, senza nome, senza identità? Perchè dobbiamo scontare qui, dove non sappiamo chi siamo e quel che è peggio vorremmo essere qualcosa? Perchè dobbiamo farci tutte queste domande, che invano io tento di ordinare e razionalizzare?
Perchè tutt'a un tratto sono diventata così razionale? Veramente voglio entrare nella gabbia? E tutte queste strategie servono veramente a qualcosa? Tanto chi ci capisce niente nel groviglio di sentimenti e sensazioni che ci riportano indietro allo stadio primitivo? Lo amo non lo amo lo ama non lo ama sta tornando no lo odia ma perchè dovrei preoccuparmi quanta sofferenza nei suoi occhi nei miei occhi!
A Sté, se fossi qui quante cose cambierebbero! Forse non sarei mai stata la terza, forse sarei sempre stata la prima. Ma no, dobbiamo tornare ancora più indietro, a LUI. Se lui fosse rimasto qui, dio quante cose sarebbero andate diversamente! Quanta felicità ci sarebbe stata riservata! Quanta completezza! Saremmo stati reali, veri. E forse non mi sarei mai buttata col paracadute. Forse sarei ancora sull'aereo, a guardare il cielo bellissimo dal finestrino, e le città degli angeli. In attesa della destinazione. E lui sarebbe stato accanto a me.
Quanto dolore. Il tuo bacio, le tue mani, le tue braccia forti, la tua beatitudine, il tuo sorriso quando sei felice e che in continuazione ricerco nell'aria. Mi manchi. Mi manca la tua confidenza, la tua sicurezza, la tua semplicità. Per te era tutto semplice, il bianco era bianco e il nero era nero. E noi, soli in tutto il mondo, eravamo grigi. Ma eravamo insieme. Quanto sarebbe tutto più semplice. A volte mi viene da pensare che se tu fossi rimasto qui non sarebbero successe tutte le cose brutte. Daria non avrebbe lasciato Ame, Alby sarebbe ancora contenta e sana, Makka non sarebbe entrata in coma etilico, Paola sarebbe felice con E., il prof di filosofia avrebbe spiegato bene! O forse mi sarebbe semplicemente sembrato che tutto andasse bene, perchè tu eri con me. Per abbracciarmi quando ero triste, quando mi sentivo fragile. Per farmi sentire tutta la bellezza che c'è nel mondo. E quello che più mi spaventa è che una parte di me ora neanche si cura di quella bellezza. Questa parte è tutta occupata a ordinare, razionalizzare le cose, dare una logica a frasi scritte di getto alle quattro di notte da un'altra persona. Questa parte non si vuole abbandonare. Forse mi sta salvando, ma quanti problemi, quante complicazioni!
E mi spaventa ancora di più il fatto che io questa parte ora l'appoggio.
Basta, fa troppo male! Siamo troppo complicati noi esseri umani! Voglio vivere nella semplicità, nell'ignoranza, nell'ingenuità! L'unico felice è lo scemo del villaggio, e io voglio essere lo scemo del villaggio! Voglio essere felice, senza che qualche rompicoglioni mi venga a parlare della fame nel mondo e della raccolta differenziata! Voglio fregarmene degli altri, dei sentimenti, del dolore, della fragilità! Voglio vivere lontano dal mondo, questo mondo cattivo che è troppo grande per me! Dagli umani che si fanno del male! Voglio essere come Vitangelo Moscarda, annullarmi del tutto fino a non avere più nome! Io che di nomi ne ho avuti così tanti, e così disparati! Mi hanno chiamata, nella mia vita, Pilar, Angelo, Frida, Ala, Folletto, Stella, Oliva! Basta! Non voglio più essere un essere umano! Mi sono stancata!
 



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